Bryce Canyon: un esercito di roccia rossa

Raggiungiamo il Bryce Canyon attraverso la Scenic Byway 12, uno tra gli “on the road” più spettacolari degli States.

Testo e foto di Marco Santini e Lucio Rossi

Bryce Point è uno dei più alti viewpoint del parco, a oltre 2500 metri di altezza e domina tutto l’anfiteatro di Bryce Canyon

Lasciate alle spalle le vertigini calcaree di Zion e il bivio di Mount Carmel Junction, si viaggia verso nord per una cinquantina di miglia passando per Glendale e Hatch fino al bivio per Bryce Canyon National Park ove s’incontra la famosa Scenic Byway 12.

La Scenic Byway 12: un gioiello tra le Scenic Highways

La Scenic Byway 12 verso Bryce National Park,

Parte del progetto di turismo stradale promosso negli Stati Uniti fin dall’inizio del secolo scorso, la 12 è uno dei gioielli della corona di Scenic Highways che offrono ai viaggiatori la possibilità di effettuare viaggi “On The Road” davvero spettacolari. Quest’ultima parte da Panguitch, paesino da vecchio west pochi chilometri a nord rispetto al punto dove la incontra il nostro itinerario, e si snoda verso settentrione collegando alcuni dei parchi più interessanti dello Utah: Bryce Canyon, Kodachrome Basin, Escalante, Capitol Reef. Si tratta di un percorso breve: poco più di 150 chilometri che si potrebbero percorrere in un paio d’ore, ma è talmente ricco di luoghi d’interesse che vale la pena dedicargli almeno una settimana. Una volta lasciata la Highway 89 e imboccata la Scenic Byway 12, nel giro di pochi chilometri il paesaggio si fa unico: il nastro d’asfalto supera serpeggiando le rocce rosse, i pinnacoli e gli archi del Red Canyon prima di arrivare alla deviazione di Bryce Canyon.

Bryce Canyon: un esercito di hoodoos

Il Bryce Canyon National Park, istituito nel 1928, copre una superficie di 14.500 ettari che comprendono una serie di anfiteatri naturali, il più famoso dei quali è il Bryce Amphitheater, caratterizzato dalla più alta concentrazione al mondo di hoodoos, pinnacoli di roccia scolpiti dall’erosione. Una sorta di giardino di pietra dai colori infuocati, creato dal ciclo millenario di gelo e scioglimento oltre che dal lavorio di erosione di un fiume. Una strada panoramica permette di raggiungere comodamente i view point più spettacolari (Sunset e Sunrise Point, Inspiration Point,  Bryce Point) ma, per godere appieno del fascino di questo luogo, bisogna lasciare l’auto e addentrarsi nel labirinto seguendo uno dei molti sentieri ben marcati che percorrono l’intero parco. Tra aprile e ottobre è attivo un servizio navetta in quest’area del parco per ridurre la congestione.

I migliori view point del Bryce

Uno dei viewpoint di Bryce National Park, © Lucio Rossi

Altri punti panoramici si trovano lungo tutta la strada principale che in circa 25 chilometri va dall’unico ingresso del parco a nord, lungo il bordo dell’altopiano, fino ai punti più alti nel settore meridionale di Bryce (oltre i 2700 metri). Proprio a causa dell’altitudine a cui si trova questo parco, il clima fra l’autunno e la primavera è variabile e può farsi rigido: la neve non è rara a partire da ottobre. Oltre al Bryce Amphitheater nel parco si trovano altri settori, meno frequentati, che meritano una visita. Per esempio si può guidare la propria auto fino a Rainbow Point per una veduta d’insieme dell’intera regione. A pochi metri da lì, Yovimpa Point regala un colpo d’occhio unico sullo spaccato degli strati di roccia che danno origine alla Grand Staircase, le sezioni della quale prendono il nome dal colore dominante della roccia: sul gradino più alto ci sono le Pink Cliffs, poi le Grey Cliffs e quindi le White Cliffs.Guardando giù, verso canyon più lontani, ecco le Vermilion Cliffs. Da qui lo sguardo corre libero fino al North Rim del Grand Canyon.Al tramonto si può raggiungere Paria View, luogo amato dai fotografi grazie a una sorta di castello di roccia scolpito, esposto a ovest, che si leva dal fondo del canyon e riceve gli ultimi raggi di sole. I colori sono indimenticabili.Bella anche l’escursione a Farview Point, nel settore opposto del parco. Anche qui, grazie alla qualità dell’aria che si registra a Bryce Canyon, lo sguardo si può spingere lontano, fino alle Black Mesa, in Arizona, a più di 200 chilometri di distanza.

Il bacino di Kodachrome: colori per fotografi

Gli strati di arenaria colorata di Kodachrome Basin © Lucio Rossi

Lasciato Bryce Canyon si prosegue lungo la Scenic Byway 12 verso Grand Staircase-Escalante National Monument e Capitol Reef National Park; ma prima di raggiungere questi parchi, merita una sosta lo splendido Parco Statale del Kodachrome Basin. Si tratta di un piccolo gioiello di soli 900 ettari che esplode di colori: 67 guglie monolitiche in pietra, chiamate sand pipes (tubi sedimentari), punteggiano gli strati di arenaria multicolore che rivelano 180 milioni di anni di storia geologica. Il nome si deve ad una una spedizione della National Geographic Society che lavorò qui nel 1948. Divenuto Parco Statale nel 1963, è un luogo fatato, silenzioso e poco frequentato, che regala infiniti scorci e opportunità fotografiche. Una rete di sentieri permette di raggiungere i luoghi di maggior interesse ed è possibile organizzare escursioni a cavallo all’interno del parco.A una 15 di chilometri sorge il Grosvenor Arch, uno dei più imponenti archi di arenaria della regione.

Misterioso e solitario: il Grand Staircase-Escalante National Monument

Lungo la Scenic Byway 12 si attraversa il Grand Staircase Escalante National Monument

Di nuovo in auto la Scenic Byway 12 conduce verso il Grand Staircase-Escalante, una delle ultime regioni selvagge degli Stati Uniti ad essere esplorata e divenuta parco solo nel 1996. La valle del fiume Escalante si snoda per 150 chilometri fino al lago Powell in uno scenario dove si alternano archi e piscine naturali, pareti a picco e misteriosi canyon laterali. Da non perdere la Calf Creek Falls, una cascata di 40 metri che si getta in una pozza trasparente dove è possibile fare il bagno. Escalante è davvero selvaggio e sconfinato: non è inconsueto passare giorni senza incontrare altri visitatori. Per questa ragione la visita al parco va pianificata con cura e prudenza, seguendo i consigli dei ranger che si trovano nei Visitor Center di Kanab, Escalante, Cannonville o Big Water.

Capitol Reef e la sua barriera di roccia: Waterpocket Fold

I contrafforti di roccia rossa del, Capitol Reef National Park

Poco oltre il Grand Staircase Escalante National Monument, sempre lungo la Scenic Byway 12, si trovano le falesie colorate del Capitol Reef dove 65 milioni di anni fa la crosta terrestre si è sollevata e piegata dando origine al Waterpocket Fold: lunga 140 chilometri, questa meraviglia della natura regala scorci drammatici fatti di pareti verticali e archi naturali, e nasconde numerose incisioni rupestri realizzate dagli antichi abitanti indiani. La strada che attraversa il parco offre numerose opportunità paesaggistiche e, proprio vicino all’ingresso, merita una sosta Panorama Point: qui, al tramonto, lo scenario si fa incandescente in un contesto primordiale destinato a rimanere a lungo negli occhi dei visitatori.

Testo e foto di Marco Santini e Lucio Rossi|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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