Olympic Peninsula e i nativi del nord ovest

Viaggio fra le tradizioni, la storia, le abitudini dei nativi di questa parte d’America

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Il profilo di Seattle al tramonto

Seattle, prossima al confine con il Canada (Vancouver), nello stato di Washington (nulla a che vedere con la capitale USA che si trova nel District of Columbia), è una città affacciata sullo stretto di Puget. E’ proprio qui che risiedono radici native antiche, quelle tribali, che Aianta, l’associazione che riunisce le tribù indiane, tutela e promuove, per favorire un turismo consapevole e sensibile. Sono infatti oltre 570 le tribù native censite in tutti gli Stati Uniti, che assommano più di 5 milioni di persone, quasi il 2% dell’intera popolazione statunitense. L’Olympic Peninsula, a nord di Seattle, è una fucina di informazioni per conoscere alcune di esse e per avvicinarsi a capire le usanze delle tribù native. La cultura degli Indiani d’America è profondamente legata alla natura e qui si capisce bene il perché, fra foreste e corsi d’acqua, oceano e montagne. Le tribù di queste terre continuano a dipendere dalla natura e da ciò che essa offre, dal legno, che prende forme artistiche e utili, all’economia della pesca, un tempo baleniera, oggi del salmone. Questa penisola è un complesso sistema di estuari che si estendono per circa 100 miglia dove, in un ambiente non troppo ostile e ricco, hanno prosperato per secoli Quinault, Squaxin, Makah, Quileute, Suquamish, tribù pressoché sconosciute ai più, ma dalle grandi e interessanti tradizioni, quanto le più note Apache, Sioux, Cherokee o Navajo.

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Una scultura in legno all’ingresso di una Long House

Aianta promuove il turismo coinvolgendo i Nativi ed è attiva a livello internazionale, per andare oltre le riserve dove l’unica fonte di guadagno è il gioco d’azzardo. «La mission di Aianta – spiega Camile Ferguson, direttore esecutivo, nativa Tlingit della Sitka Tribe, Alaska – è aiutare le popolazioni native a prendere coscienza delle tradizioni, promuoverle, mantenerle vive e farne uno strumento di conoscenza da condividere con i visitatori dei nostri territori, per definire e promuovere un turismo sostenibile legato a quello che il continente americano è stato prima dell’arrivo degli europei. Preservare, conservare, diffondere le nostre radici, usi e costumi».

Quest’area è ricca delle tradizioni di questi popoli a contatto con l’Oceano. Navigatori, pescatori, sensibili religiosi è ciò che sono gli Squaxin che per cacciare le balene si spingevano, con piccole piroghe di legno, fino a Vancouver e al largo della costa del Pacifico. Interessante capirli attraverso lo Squaxin Island tribe museum o nei curati Cultural Tribe Center che mantengono viva la storia, come all’Evergreen State College, Olympia, università orientata all’insegnamento dell’arte e dell’ecologia, immersa in una fitta foresta che ospita la prima longhouse, la dimora lunga e stretta tipica degli Indiani degli Stati settentrionali. Qui si familiarizza con i Lower Elwha, una delle quattro “genti” Klallam, fra le prime tribù riconosciute dal governo federale a metà degli anni ‘90 e con i simboli della vita quotidiana: i pesci, la prima forma alimentare, il Thunderbird, l’uccello di tuono e tutto quello che ruota attorno ad una cultura che il potere centrale, in passato, ha comunque cercato di estirpare.

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La Push beach

Le attrazioni dell’area passano da Forks, contea di Clallam (luogo simbolo della serie e dei film “Twilight”, vampiri contro lupi  mannari) proprio qui nella Olympic Peninsula. Foreste sterminate e una costa wild con tronchi giganteschi trascinati a valle dalle forti piogge dall’entroterra, faraglioni solitari, e quella foschia perenne che contribuisce a creare un’atmosfera surreale sull’oceano, ben visibile in un posto magico come la spiaggia di La Push. Tramonti surreali, atmosfera ovattata, umidità diffusa nell’aria in sospensione, foreste sterminate, creano il perfetto ambiente per una delle serie TV più seguite, tratte dai libri di Stephenie Meyer, aventi per protagonisti Isabelle Swan (la ragazza normale che si innamora) ed Edward Cullen (il vampiro) e una seri di personaggi che ne fanno una serie di “paranormal romance”. Legato al mare a alla marineria sotto costa il Makah Museum, a Neah Bay racconta la vita dei cacciatori del mare e presenta vari reperti dissotterrati dal sito “archeologico” di Ozette. Tutto sulla vita, i costumi, la lingua, le abitudini della omonima tribù. Anche i nativi hanno dato il proprio contributo di sangue alla Nazione e, a Bainbridge Island, si trova un memoriale dedicato ai veterani nativi che hanno servito l’America. Tutto questo con epicentro Seattle, la città di tante aziende importanti a livello mondiale (Microsoft e Boeing, Starbucks e Amazon) delle sqadre sportive quali Seahawnks (NFL), Mariners (MLB), Thunderbirds (NHL), Supersonics (NBA). Il bellissimo ed attraente seafront e le mille scoperte che vi attendono a Seattle, possono aspettare, di questo parleremo un’altra volta.

Foto di Massimo Terracina e Paolo Gariboldi | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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