Il Dottore dei Serpenti

Paul Schneller copyright Swissinfo.ch

A Binningen, periferia di Basilea, vive e lavora un personaggio che è divenuto molto popolare tra gli abitanti della città sul Reno e anche fra quelli delle zone a ridosso del confine, divise sempre dal fiume: Francia e Germania. Il motivo di questa popolarità è dovuto a diverse considerazioni: stiamo parlando di un ottimo medico veterinario, di una persona che ama profondamente gli animali e di un professionista che ci tiene ad essere costantemente aggiornato sulle “novità” che il suo difficile mestiere registra di continuo. Il personaggio in questione si chiama Paul Schneller ed è tra i pochi veterinari in Svizzera a essersi specializzato in animali esotici: serpenti, lucertole, tartarughe, draghi barbuti, iguane, camaleonti, roditori e uccelli di tutti i tipi. I proprietari e quindi clienti del dottor Schneller, sono persone che hanno acquistato o “adottato” nel corso dei loro viaggi questi animali, il più delle volte costretti ad abbandonare gli habitat nei quali sono nati e che a loro andavano benissimo, a differenza dei luoghi (per esempio l’asettica Svizzera) o ambienti (l’interno di un appartamento) che a loro non potevano andar bene ed è scontato capire perché. Paul Schneller racconta che dopo la laurea in veterinaria ha lavorato per un certo tempo in una clinica nella quale i pazienti erano quasi esclusivamente cavalli; bene loro, un po’ meno bene i medici spocchiosi e svogliati che avevano ben poco da insegnargli. Quindi cambio di obiettivi: dopo aver fondato una sua azienda farmaceutica ed essersi specializzato nella ricerca sull’efficacia dei medicamenti da adottare (sempre per gli animali, ovvio) gli è ritornata la voglia di fare il medico a tempo pieno. Niente cani e gatti, ma scelta caduta sugli animali esotici; esperienze di lavoro a Zurigo, a Lipsia; lettura di un’infinità di libri sull’argomento e pubblicazione di un manuale che illustra la biologia e gli effetti patogeni dei parassiti che infestano i rettili, pazienti privilegiati!

Il primo grosso problema, dice il dottor Schneller, è capire di cosa l’animale soffre. Gli animali in stato di sofferenza hanno reazioni diverse rispetto agli umani: uccelli, rettili e altre bestie per così dire “poco comuni” si basano essenzialmente sul loro istinto di sopravvivenza e in un certo modo “nascondono” i loro disturbi; sanno che dimostrando di essere sofferenti o avere debolezze comportamentali, finirebbero per diventare facile preda degli animali sani. Chi tiene in casa un serpente o comunque un animale che per comodità possiamo definire diverso (non i soliti cani, gatti e canarini) si accorge subito se non sta bene:rimane rintanato, mostra inappetenza anche verso cibi che di solito predilige: animaletti scelti con cura dai loro padroni (topini per serpenti piccoli e conigli per quelli di maggior taglia, per esempio). Come capire se un animale soffre? Esperienza e improvvisazione nelle emergenze, dice il medico dei serpenti: usare per esempio pezzi di catetere per intubare gli animali o adottare altre soluzioni, dato che non esistono strumenti medicali progettati apposta per loro. I disturbi dei quali soffrono gli animali “diversi” possono essere i più vari: parassiti, infiammazioni polmonari, ad esempio; molto dipende anche da come i proprietari tengono gli animali; l’animale esotico non richiede particolari attenzioni, ma è indispensabile che il proprietario “sappia” come accudirlo e per farlo deve sapere come vive in natura, cosa ha bisogno di essenziale per restare in buona salute: spazio a disposizione, temperatura e umidità ottimali, eccetera. Le esigenze cambiano non poco se l’animale arriva da un deserto o magari da una foresta. Le differenze di vita e di abitudini possono essere abissali.

Il dotto Paul trova solo vantaggi nel prendersi cura dei serpenti; anzitutto, dice, non abbaiano e non graffiano come cani e gatti. Se sono stato morso dai serpenti? Qualche volta, risponde; ammette di essersi comportato in qualche caso con troppa confidenza con i serpenti non velenosi. Ma per maneggiare una vipera o un cobra, occorre al contrario la massima attenzione; occorre infatti concentrarsi come un atleta in cerca di record o uno studente che affronta un esame difficile. Ultime considerazioni del simpatico dottor Schneller da Basilea: “Siamo tutti d’accordo nel rilevare l’ovvio, cioè che un serpente non scodinzola come un cane quando vede il suo padrone; ma è certo che può arrivare ad instaurare un rapporto a volte più intenso di quello che si ha con l’amico dell’uomo”. Al riguardo ricorda un signore che aveva in casa un’iguana molto ben trattata e quindi affezionata; costretto a una pena detentiva di qualche mese, gli hanno consentito di accudire in carcere il suo animaletto che, in sua assenza, non mangiava più e rischiava di morire. L’iguana “incarcerata” si è poi ripresa benissimo!

Libertas Dicendi n°222 del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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